”I CARE” ossia il blog su ciò che mi sta a cuore

"I CARE": un blog "di parte"

“Se ragioniamo, il nostro interesse e quello della “cosa pubblica” insomma, finiscono per coincidere. Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e più importante. Perché da questo dipendono tutti gli altri le condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassioniamo a questo, se noi non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile. Per questo dobbiamo prepararci. Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere! ”--- --- --- Giacomo Ulivi, “Lettera agli Amici” (1944)

..............................................................Oh Fiorentina.............................."Nell'ora di sconforto o di vittoria ricorda che del calcio è tua la storia"............................................................................................................................................................................... /td>

FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA FORZA VIOLA

“Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato e privilegiati e oppressori dall’altro. I primi sono la mia patria, i secondi sono i miei stranieri”. Don Lorenzo Milani

lunedì, 01 giugno 2009

Fiorentina - Milan 0-2 (io c'ero)

Piove prima della partita, stadio tutto esaurito. Voglia di festeggiare, di ringraziare questi ragazzi che anche quest'anno hanno permesso alla Fiorentina di raggiungere il quarto posto in classifica. Poi però anche voglia di stupire, di sognare, di regalarsi un "miracolo". Quel "miracolo" questa volta non è riuscito. Il Milan ha meritatamente fatto sua la partita e conquistato il terzo posto. Le premesse per far bene c'erano tutte. L'inizio è stato buono. Nonostante di tiri in porta da parte dei viola se ne siano visti davvero pochi, quantomeno dal punto di vista del gioco a larghi tratti gli uomini di Prandelli hanno dettato i ritmi e sono apparsi grintosi e volitivi. Al quarantesimo episodio dubbio in area rossonera. Fallo su Gilardino; ma l'arbitro Rizzoli decide di non decidere e fa finta di nulla. Sa bene che nel dubbio, i rigori alle squadre a strisce non si danno. Sa che se per caso le moviole gli dessero torto, quell'errore ai danni del Milan potrebbe danneggiare economicamente la squadra rossonera e di conseguenza compromettere a lui la carriera da arbitro. Finisce dunque zero a zero la prima frazione di gioco. Si riparte. Subito un'occasione per i viola, poi a prendere in mano le redini della gara sono i milanisti che vanno in vantaggio al decimo minuto con Kakà, che approfitta di una "dormita" dei difensori gigliati. A quel punto, con il gol del  vantaggio del Milan la Fiorentina pare rassegnata, quasi intimorita. Sarebbero serviti ben tre gol per riprendere il terzo posto... cosa quasi impossibile. Dall'altra parte l'esercito di ex campioni dall'illustre passato mette a frutto l'esperienza e ad essa unisce la freschezza atletica del giovane Pato che poco dopo il suo ingresso in campo, in una delle numerose azioni di contropiede segna il raddoppio. Non c'è più partita. Il cronometro scorre inesorabilmente fino al 45°, minuto in cui lo sportivo pubblico fiorentino riserva a Maldini, ad una delle bandiere del Milan, il saluto e l'applauso che i suoi stessi tifosi della curva gli hanno negato domenica scorsa. Triplie fischio. Il campionato finisce qui. Quarto posto, preliminari di Champions League... Siamo all'epilogo. Giro di campo, musica, cori e applausi per tutti. Un grazie in particolare a Cesare Prandelli per aver centrato per il quarto anno consecutivo un piazzamento degno di Firenze, degno di una tifoseria appassionata e matura come solo poche squadre in tutto il mondo hanno.

Alessandro

 

Postato da: alebnn a 01/06/2009 11:48 | link | commenti |
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sabato, 30 maggio 2009

Il giorno prima dell'ultima prova

Chiudi gli occhi e ti viene in mente il clima di inizio estate di quell'ultimo compito in classe di tanti anni fa... Un compito che non inciderà sulla tua brillante promozione, ma che potrebbe aiutarti ad aumentare la media dei voti ed ottenere fin da ora una borsa di studio a cui tenevi tanto. E' stato un anno con alti e bassi. Qualche insufficienza ben presto recuperata, qualche fortunata interrogazione dove ti hanno chiesto l'unica cosa che sapevi... poi molto impegno, ma ad un certo punto dell'anno anche troppe valutazioni palesemente sbagliate di alcuni tuoi insegnanti. Ora siamo alla fine; stanchezza, voglia di vacanze, ma anche voglia di festeggiare. Manca un soffio, ci siamo quasi; siamo davanti all'ultima prova. Certo, ripensare alla scorsa settimana ti fa riflettere: quell'esercizio risolto in extremis, solo un istante prima del suono della campanella; sulla carta doveva trattarsi di un compito facile, poi nei fatti stava trasformandosi in una trappola senza scampo. Ce l'hai fatta. Sei promosso con dei bei voti, te l'hanno già detto, l'avevi capito. Hai raggiunto quello che volevi, quello che i tuoi genitori speravano, ora però prima della pausa estiva c'è una ghiotta occasione per superarti. Se fai bene, anzi, molto bene questo ultimissimo compito avrai un riconoscimento in più. Ci tieni, non tanto per i soldi, quanto per la soddisfazione... Sai però che se quest'ultimo andrà male o solo così e così nessuno ti rimprovererà nulla. Ti diranno "bravo", hai fatto quello che potevi... non te la prendere. Sei tranquillo per un verso, ma in tensione per l'altro... Consapevole di non rischiare nulla, ma voglioso di gettare il cuore oltre ogni ostacolo. Avrai di fronte a te una prova "impegnativa", sarai stanco, avrai caldo, e non vedrai l'ora di finire, uscire in strada con i tuoi amici per festeggiare la fine di questo lunghissimo anno scolastico. Concentrati, sii fiero di te, rilassati e vai. Non ripassare nulla, non serve. Stasera vai a riposarti presto e ricorda solo una raccomandazione: "vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare!"

Firenze è con te!

 

Postato da: alebnn a 30/05/2009 22:42 | link | commenti |
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mercoledì, 27 maggio 2009

BENE...BRAVI...BIS!!!
27.05.2009 15:00 di Tommaso Loreto   articolo letto 622 volte
© foto di Giacomo Morini

Chiudi gli occhi e già te l'immagini. Il "Franchi" in estasi, il caldo di una domenica già estiva che evapora di fronte alla gioia e al tripudio degli sportivi. Mentre sul terreno di gioco va in scena la festa della Fiorentina. Della sua seconda qualificazione consecutiva alla Champions Legue. Di un gruppo che, anche in questa stagione, è riuscito a stupire tutti lasciandosi dietro una "grande sorella" fino a oggi sostenuta a livello economico come nessun'altra. Un vero e proprio sogno, distante soltanto due gol dalla realtà. Perchè prima di tutto servirà vincere la gara con il Milan. E, non solo, servirà anche compiere una vera e propria impresa trafiggendo la retroguardia rossonera almeno due volte.

 

La Fiorentina, però, alle imprese ci ha abituati. Queste annate lo testimoniano con dovizia di particolari, e i risultati collezionati da Prandelli e i suoi ragazzi ne sono la conferma. La Champions, si diceva, avrebbe fiaccato la squadra in campionato. E invece no, siamo sempre lì. Siamo sempre la quarta forza del campionato. Le altre pretendenti, si diceva, avrebbero messo in seria difficoltà un gioco fin troppo collaudato. E invece no, siamo sempre lì. E nonostante gli infortuni e le assenze, i viola hanno sempre saputo ovviare alle difficoltà salendo sul quarto gradino del podio. Adesso il sogno è vicino, a un passo che quasi lo puoi toccare. Certo, di fronte ci saranno i campioni del Milan.

 

Ha ragione Seedorf quando dice che, dalle loro parti, c'è una maggiore abitudine alle tensioni, alle finali, alle vittorie. Ma colui che ha alzato la coppa dalle grandi orecchie con tre maglie diverse, non considera la voglia di volare di una città intera. La voglia di una piazza di andare oltre a qualsiasi miracolo. Il pensiero di arrivare terzi, lasciare i preliminari a qualcun altro, e ripetere quanto già accaduto. Ovvero mettersi alle spalle, dopo la Roma, anche il Milan. E soprattutto quel che il buon Seedorf non considera è che la Fiorentina, uno scherzetto a lui e ai suoi compagni di squadra, l'ha già fatto. Ecco perchè a questa Fiorentina si può chiedere il bis. Ecco perchè di fronte a questo gruppo c'è solo da applaudire a scena aperta gridando: "Bene, bravi, bis!!". O dobbiamo pensare che a Milano abbiano già dimenticato quella rovesciata di Osvaldo che, un anno fa, li condannava alla Coppa Uefa?

tratto da: http://www.firenzeviola.it/?action=read&idnotizia=44537

Postato da: alebnn a 27/05/2009 22:05 | link | commenti |
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domenica, 24 maggio 2009

Lecce - Fiorentina 1-1

La Fiorentina cercava un punto per avere la matematica certezza di entrare nelle prime quattro e l'ha raggiunto. Ciò nonostante dobbiamo sinceramente riconoscere che oggi non ci siamo divertiti per niente; anzi solo per un soffio non rimanevamo beffati. Siamo alla penultima di un campionato che a larghi tratti ci ha visti lontani dallo sperato quarto posto, per questo motivo dovremmo dirci soddisfatti e toglierci di mente i "se e i ma" che oggi finiscono purtroppo per offuscare lo strepitoso campionato viola. Eppure i "se e i ma" sono lì davanti che ci ricordano che forse oggi abbiamo perso una grande occasione. Con la Juve ad un punto ed il Milan a quattro lunghezze ma con lo scontro diretto di domenica, qualcuno di noi tifosi si era illuso di raggiungere un clamorosissimo secondo o terzo posto. Probabilmente le aspettative hanno contribuito a generare nell'ambiente un pericoloso clima da "fine della scuola" prima dell'esame di maturità. Il caldo ha fatto la sua parte, la generosità di un Lecce già condannato pure. I viola sono partiti al piccolo trotto, hanno avuto qualche occasione ma non sono apparsi concentrati. Al contrario i padroni di casa hanno cercato di regalare la dignità ai loro tifosi e si sono resi pericolosi in diverse circostanze mettendo in campo grinta e concentrazione. Solo la sprecisione di Castillo ha impedito loro di portarsi in vantaggio già nel primo tempo. Nella ripresa, al sesto minuto Tiribocchi sblocca la situazione e sigla l'uno a zero. Il tempo per pareggiare o addirittura ribaltare la situazione c'è; oltre tutto a parte il successo preventivato della Juve nel campo della sua succursale Siena, per il resto altri risultati erano particolarmente favorevoli. Malgrado qualche timido tentativo con Gilardino e Jovetic i viola sembrano come addormentati, stanchi, deconcentrati, in una parola: "cotti". Passano i minuti, il Lecce attacca, Frey salva miracolosamente il risultato a più riprese. Poi al 44° giunge una notizia da Torino: il Genoa è in vantaggio e rimanendo così il risultato la qualificazione ai preliminari di Champions è a forte rischio. Nel frattempo Melo era stato espulso per doppia ammonizione ed aveva fatto il suo ingresso in campo Jorgensen al posto di Jovetic. Siamo allo scadere... la palla con un rimpallo giunge trai piedi proprio di Martin che freddamente sigla il pari! Ancora cinque minuti di recupero. Si soffre; il Lecce spinge con generosità ma alla fine deve arrendersi e accettare il verdetto del campo che la vede retrocessa in B.  Conclusioni: un punto d'oro, sudato, magari non interamente meritato, ma in compenso un punto che ci regala il biglietto per partecipare quanto meno ai preliminari di Champions...... Domenica con il Milan (oggi battuto 2-3 in casa dalla Roma) vogliamo vedere il cuore in campo... e se vedremo il cuore accetteremo qualsiasi risultato e festeggeremo. Sappiamo anche che una eventuale vittoria viola con più di un gol di scarto ci farebbe balzare a pari del Milan ma terzi... E' quasi impossibile che accada, ne siamo tutti ben consapevoli... Tuttavia provarci non costa nulla; ma se andasse bene sarebbe una festa bellissima!

Alessandro

Postato da: alebnn a 24/05/2009 18:38 | link | commenti |
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mercoledì, 13 maggio 2009

Catania - Fiorentina 0-2

Non avendo visto la partita mi limito a segnalare il risultato finale. Gol di Jovetic dopo 11 minuti, raddoppio al 93° di Zauri. Gara importante che porta i viola a + 3 dal Genoa, diretta inseguitrice per il terzo posto.

Alessandro

 

Postato da: alebnn a 13/05/2009 22:29 | link | commenti (1) |
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domenica, 03 maggio 2009

Fiorentina - Torino 1-0

Servivano i tre punti, e tre punti sono arrivati. Non importa se di gioco se n'è visto poco o quantomeno a sprazzi; contava vincere per proseguire il cammino verso la zona Champions, e quel cammino non è stato interrotto. Viola subito brillanti nei primi minuti grazie soprattutto ad alcune belle giocate di Jovetic, collezionano alcune palle gol che però non sfruttano a dovere. Passano i minuti e il Toro inizia a prendere le contromisure; si chiude nella propria metà campo con dieci uomini e si limita a spezzare il gioco avversario. Nel frattempo la Fiorentina perde Semioli per un infortunio muscolare. Entra Jorgensen a sostituirlo e proprio quest'ultimo a fine primo tempo si trova a due passi dalla porta sguarnita. Non si sa bene come ma riesce nell'impresa di fallire un gol facilissimo calciando alto. Secondo tempo. La trama della gara non cambia un granché. Fiorentina cerca di fare gioco ma incontra parecchie difficoltà sotto porta. All'undicesimo della ripresa un bel passaggio in profondità di Kuzmanovic mette in condizione Vargas di trovarsi di fronte a Sereni. Discesa centrale, poi una finta non si sa fino a che punto cercata gli consente di siglare la rete del vantaggio. Da quel momento in poi il Torino si scopre un po' di più ma gli uomini di Prandelli faticano a trovare la rete del raddoppio. Al contrario è Frey a salvare in un paio di circostanze il risultato. Negli ultimi frenetici minuti succede di tutto. Prima i granata pareggiano con Bianchi, ma il gol viene annullato per fuorigioco, poi il portiere Sereni esce con le mani fuori dall'area e viene espulso, a tempo scaduto segna Jorgensen ma anche in questo caso ilgol viene annullato. Il pessimo arbitro Farina anche oggi ha lasciato il suo segno nella partita scontentando gli uni e gli altri con una serie clamorosa di errori. Finisce così; non sarà stata una bella partita ma è stato fatto risultato pieno ed era ciò che contava... Bene così, e naturalmente ora speriamo che il Toro faccia risultato pieno nelle prossime gare!

Alessandro

Postato da: alebnn a 03/05/2009 21:00 | link | commenti (1) |
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martedì, 28 aprile 2009

Che confusione...

sarà perchè tifiamo

un giocatore che arriva da Milano
tieniti forte

se sentirai un violino
perchè in campo

c'è Alberto Gilardino....!!!

(by Curva Fiesole)

Postato da: alebnn a 28/04/2009 18:19 | link | commenti |
calcio, fiorentina, coro, fiesole, alberto gilardino

domenica, 26 aprile 2009

Ridiamoci sopra....

A

vignetta by Chattroni viola

Postato da: alebnn a 26/04/2009 23:41 | link | commenti |
roma, , fiorentina, totti, 4

Fiorentina - Roma 4-1 (io c'ero)

E' stata davvero una partita emozionante, una di quelle che ricorderemo per parecchio tempo, specialmente se vissuta dal vivo, lì, davanti a quel pallone che per quattro volte è rotolato dentro la rete giallorossa. La corsa Champions naturalmente è ancora aperta, solo sei punti ci dividono dalla Roma, inoltre non dimentichiamoci il Genoa che anche se oggi ha perso rimane un temibile avversario. Questa vittoria non ci induca a pensare che ora la strada sia in discesa; serva solo ai ragazzi di Prandelli a capire che se vogliono da ora in poi possono battere chiunque, se si rilassano è finita. Ora facciamo un passo indietro a ieri sera, stadio Artemio Franchi. Riviviamo questo questo rotondo successo e godiamocelo. Ci voleva proprio, lo desideravamo tanto perché da qualche tempo la Roma sta prendendo lentamente il posto della Juve nella hit-parade delle squadre a noi meno gradite... una Roma che da otto anni non perdeva a Firenze e che ieri sera si è arresa, è stata "annientata" come ha ripetutamente urlato David Guetta nella sua folle radiocronaca. Il risultato si sblocca subito al sesto minuto del primo tempo; tiro di Vargas dal limite dell'area, pallone nell'angolino basso e vantaggio viola. Passa qualche minuto e gli ospiti cominciano a macinare gioco, si rendono più volte pericolosi e sfiorano il pari che però non arriva. La Fiorentina del primo tempo è attenta, ordinata ma per un po' deve solo limitarsi a difendersi e ripartire ogni tanto in contropiede. Poteva arrivare il due a zero su rigore in due occasioni, ma il livornese Banti se ne è ben guardato da fare il suo lavoro in maniera corretta. La categoria arbitrale non ci ama, ormai ne abbiamo le prove... cerchiamo di farcene una ragione e proseguire per la nostra strada ugualmente. Fine primo tempo, uno a zero; il pari forse sarebbe stato più giusto, a noi ovviamente va bene così. Si riparte; i viola sembrano ora più convinti. Lo strepitoso Jovetic in una azione di prima passa al volo a Semioli che crossa dal fondo e Gilardino di testa mette dentro il due a zero. La Roma non si dà subito per vinta e si rende pericolosa con una traversa di Cassetti. Poco dopo i romanisti rimangono però in dieci per l'espulsione comminata ai danni di Pizzarro che essendo già ammonito, subisce il secondo giallo dopo un testa a testa stile "muflone di montagna" con Semioli. A quel punto la gara inizia a prendere definitivamente il verso giusto. Passano pochi minuti ed è ancora Gilardino a segnare, questa volta di piede con un tiro di esterno dopo un magnific dribbling. E' tripudio! Ma non è ancora finita. Esce Jovetic accompagnato da una calorosissima standing ovation ed entra Gobbi. Quest'ultimo come un autentico amuleto dopo pochissimi secondi dal suo ingresso in campo sfrutta una respinta corta del portiere avversario, segna il quarto gol e corre subito verso quella bandierina tanto cara ad un grande del passato, Gabriel Batistuta!  Lo stadio inizia a sbeffeggiare i capitolini con degli "olè"  che sanno di riscatto e di gioia. Ormai la partita è quasi finita; Baptista segna il gol della bandiera ma sa bene anche lui che non servirà a nulla. Triplice fischio e di nuovo cori, abbracci, si esce lentamente, quasi a non voler lasciare quel palcoscenico illuminato che si svuota, con la mente che ripensa allo striscione apparso in Fiesole prima dell'inizio: "Che lo stadio sia la vostra piazza che l'erba sia la vostra sabbia". Il riferimento era al calcio storico fiorentino; un calcio fatto di coraggio, di forza e di generosità.... quella che pretendevamo dopo la sconfitta di Udine della scorsa settimana. Così è stato; ora lasciamoci alle spalle le polemiche passate, cerchiamo di non pensare a quei deficienti (di entrambe le tifoserie) che anche ieri sera hanno fatto casino fuori dallo stadio e rischiato di rovinare la partita... dimentichiamoci i romanisti entrati senza biglietto per vedere la loro squadra beccarne quattro... e piuttosto ringraziamo il mister Prandelli e i suoi fantastici ragazzi per averci fatto vivere un bellissimo 25 aprile!

Alessandro

 

Postato da: alebnn a 26/04/2009 22:08 | link | commenti |
calcio, roma, , fiorentina, attualità

domenica, 19 aprile 2009

Udinese - Fiorentina 3-1

Dopo la sconfitta del Genoa di ieri nell'anticipo contro la Lazio, oggi la partita a Udine rappresentava per i viola un'occasione d'oro per passare al quarto posto. Così non è stato. La sconfitta finisce per ridimensionare le speranze gigliate che fra sei giorni affronteranno in una difficile gara la diretta inseguitrice Roma. Veniamo ora con ordine a raccontare ciò che è successo oggi. La Fiorentina priva di Mutu ancora infortunato, del solito Santana e di Montolivo e Melo (squalificati), è entrata in campo con diverse seconde linee come Semioli, Donadel e Almiron che hanno ripetutamente fatto rimpiangere i titolari. Dall'altra parte i padroni di casa, reduci dall'eliminazione di tre giorni fa in coppa Uefa si pensava che fossero stanchi, un po' delusi e sostanzialmente demotivati. Ben presto si è capito che questa previsione era completamente sbagliata. L'Udinese ha messo sul campo impegno, volontà e molta corsa; la Fiorentina è apparsa invece troppo leziosa, Jovetic ha fatto poco, a questo aggiungiamo che alcuni uomini si sono dimostrati anche oggi non all'altezza (vedi Almiron che non a caso la Juve ci ha rifilato in prestito).  All'inizio la gara sembra equilibrata, ma al suo primo tiro in porta l'Udinese passa in vantaggio con il giovane Asamoah. La reazione viola è confusa; il primo tempo scorre via senza grandi emozioni e finisce sull'1-0. Rientrati in campo ci si aspetta un arrembaggio viola alla ricerca del pari, invece arriva subito una decisione arbitrale che di fatto decide le sorti dell'incontro. Tiro dal limite dell'area di un giocatore bianconero, la palla sta per finire nel volto di Gamberini che d'istinto si para con un gomito prima che il pallone gli si stampi nel naso. Anche un cieco avrebbe visto che si trattava di un fallo di mano involontario, tra l'altro le braccia erano attaccate al corpo. Non è stato così per l'arbitro Bergonzi che probabilmente o non sa cosa voglia dire beccare una bella pallonata nel viso o più probabilmente ha fischiato per compiacere il palazzo che vuole la Roma in Champions ed ha approfittato dell'unica occasione per affossare i viola. L'Udinese passa su rigore sul 2-0. Partita chiusa? No, perché al 66° su cross di Pasqual arriva la rete di Dainelli che ci illude di poter pareggiare. Passano però solo pochi minuti e grazie ad una punizione dal limite i friulani siglano il terzo definitivo gol. Inutili da quel momento lì in poi i confusi tentativi della Fiorentina (palo di Gilardino) di riequilibrare le sorti della gara. Finisce così. Nulla da ridire sul fatto che la sconfitta sia meritata. Nulla da ridire sul fatto che la ghiotta occasione è stata sprecata, ma concedetemi qualche "cattivo pensiero" sulla decisione di fischiare un rigore inesistente che di fatto ha mandato a ko una già barcollante squadra viola.

Alessandro

Postato da: alebnn a 19/04/2009 21:10 | link | commenti |
calcio, , fiorentina, udinese

sabato, 18 aprile 2009

"Se capovolgi il mondo lo specchio ti riflette"

 

 

by

Nomadi

Postato da: alebnn a 18/04/2009 20:48 | link | commenti |
pensieri, musica, canzoni, specchio, nomadi

sabato, 11 aprile 2009

Fiorentina - Cagliari 2-1

Iniziamo dicendo che malgrado ci fosse chi voleva rimandare il turno di campionato a seguito del terribile terremoto in Abruzzo, le gare sono state giocate, e a mio avviso è stato giusto così. A Firenze tra l'altro l'intero incasso è andato a favore delle popolazioni colpite ed è apparso in curva Fiesole uno striscione con questa scritta: "Perdere casa significa perdere tutto... popolo d'Abruzzo ci stringiamo al vostro lutto". Minuto di raccoglimento, applausi e fischio di inizio. Viola subito in partita, intraprendenti e concentrati. Jovetic pare ispirato ma la rete non arriva. Dall'altra parte un Cagliari grintoso (a volte pure troppo) si limita a contenere con ordine ma almeno nel primo tempo non si fa mai pericoloso. Finisce la prima frazione di gioco 0-0. Si riparte; viola ancora propositivi e pericolosi, rossoblù invece iniziano a farsi vivi in contropiede ma in diverse circostanze trovano nella loro strada un grandissimo Frey che si oppone con prodigiosi interventi. All'ottavo minuto arriva il gol di Pasqual al volo dal limite dell'area che sfrutta un perfetto appoggio di Jovetic. I sardi reagiscono ma ben presto finiscono in dieci per l'espulsione dell'ex Agostini. Prandelli fa alcuni cambi. Tra i neo entrati c'è Vargas che sfrutta alla perfezione una corale azione di contropiede, si trova di fronte al portiere del Cagliari e finalmente sigla la sua prima rete a Firenze. Mancano pochi minuti, pare oramai che i giochi siano fatti. Invece un giovanissimo attaccante cagliaritano, tal Ragatzu accorcia le distanze. C'è però ancora tempo per un'espulsione; la Fiorentina ha ampi spazi e durante i suoi contropiedi mette in difficoltà i difensori avversari costringendoli a falli da ultimo uomo. In nove contro undici l'ammirabile squadra di Allegri nonostante grinta e impegno per strappare un inaspettato pareggio si arrende e consente ai viola di prendersi i tre punti. Risultato giusto, ma certo sul finale c'è stato un calo di concentrazione. Complimenti comunque alla Fiorentina che dopo tanto ha messo in luce non solo i suoi attaccanti ma anche i suoi terzini; oggi è stata davvero una Fiorentina versione "Pasqual".

Alessandro

Postato da: alebnn a 11/04/2009 17:52 | link | commenti |
calcio, , fiorentina, pasqua, cagliari, pasqual

mercoledì, 08 aprile 2009

ACF, Frey: "Raccolta fondi per terremotati, vicini a chi soffre"

08/04/2009

 Dal suo sito ufficiale, Sebastien Frey, annuncia  una raccolta di fondi e mezzi di sostentamento per le popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo. "Con la squadra - si legge in un comunicato - abbiamo deciso di raccogliere fondi e altri beni in favore delle popolazioni abruzzesi duramente colpite dal terremoto che sta facendo anora tremare quella terra e siamo vicini alle famiglie che stanno soffrendo".

acffiorentina.it

Postato da: alebnn a 08/04/2009 23:29 | link | commenti (1) |

martedì, 07 aprile 2009

La Fiorentina vicina alla comunità abruzzese

07/04/2009

 La Fiorentina ha deciso di devolvere l’incasso della prossima partita contro il Cagliari a sostegno delle popolazioni dell’Abruzzo gravemente colpite dal tremendo sisma. "In momenti così drammatici - ha dichiarato il Presidente della Fiorentina Andrea Della Valleè fondamentale che ognuno di noi possa contribuire concretamente per aiutare le famiglie colpite da questo disastro naturale”.

Postato da: alebnn a 07/04/2009 21:16 | link | commenti |
abruzzo, fiorentina, solidarietà, terremoto

domenica, 05 aprile 2009

Atalanta Fiorentina 1-2

Ore 13.00 fischio d'inizio. La prima cosa da dire sulla partita di oggi è l'orario in cui è stata giocata. Dice sia la prima volta che si vede una partita all'ora di pranzo... Nulla di male se non fosse che la decisione deriva da ragioni televisive. Beh... lasciamo perdere altri commenti in merito e veniamo alla gara. La Fiorentina è molto rimaneggiata a causa dei molteplici infortuni rimediati dai giocatori impegnati con le rispettive nazionali. La prima novità che balza agli occhi è Donadel spostato nella linea dei difensori. In attacco al posto di Mutu gioca Jovetic, ancora alla ricerca del primo gol in viola. Il primo tempo si conclude sullo zero a zero. Sembra una partita destinata a finire così. I viola sono più propositivi, attaccano a più riprese ma i padroni di casa si difendono con ordine e talvolta ripartono con pericolosi contropiedi. Inizia la ripresa e subito al quarto minuto i nerazzurri vanno inaspettatamente in vantaggio con Plasmati, aiutato da una deviazione di Zauri che beffa Frey. I viola non sembrano subire il contraccolpo psicologico come avviene spesso; anzi, si organizzano con più convinzione e cercano di velocizzare le azioni.  Entra Bonazzoli al posto dello spento Almiron. In attacco c'è parecchio movimento. Gilardino oggi è ben ispirato; da una sua azione nasce il netto rigore al 12° del secondo tempo che costa pure l'espulsione a Peluso. Batte Jovetic che pareggia e finalmente realizza la sua prima meritata rete con la Fiorentina. C'è ancora tempo per raddoppiare; l'Atalanta rimasta in dieci si chiude, la Fiorentina insiste ad attaccare ma i minuti passano e ormai sembra debba finire con un pareggio. Al 44° invece Semioli crossa in mezzo, Gilardino si gira al volo e tra una selva di gambe mette dentro il gol del definitivo vantaggio. Tre punti preziosi e meritati che alla luce dei risultati di Genoa e Roma (entrambe purtroppo vittoriose) permettono alla Fiorentina di rimanere in corsa per il quarto posto.

Alessandro

Postato da: alebnn a 05/04/2009 19:07 | link | commenti |
calcio, , fiorentina, atalanta

domenica, 22 marzo 2009

Fiorentina - Siena 1-0

Non è stata una bella partita, ma contava vincere e oggi i tre punti sono arrivati. La Fiorentina scesa in campo oggi nel derby toscano con il Siena è partita con il piede giusto. Subito agonismo, grinta, determinazione. Poi passano alcuni minuti e gli ospiti riescono a prendere le misure. Difendono con ordine e ogni tanto ripartono in contropiede ma di fatto non creano grandi occasioni.  Nel secondo tempo le cose non cambiano più di tanto anche se ad essere onesti è il Siena che comincia a fare la partita e a portarsi in modo costante nella trequarti gigliata. Per cercare di cambiare le sorti della gara Prandelli fa entrare Jovetic al posto di Jorgensen e Bonazzoli per Gilardino. Il giovane montenegrino pare ispirato, crea spazi e si fa pericoloso di testa. Verso la mezz'ora del secondo tempo da un cross dell'altro appena entrato Gobbi scaturisce il gol ad opera di Mutu mentre nel frattempo Bonazzoli veniva strattonato in area. Nel rimanente quarto d'ora i viola si sono limitati a difendersi ed il Siena ci ha messo poca convinzione per arrivare al pareggio che forse con un pizzico di fortuna in più avrebbero potuto raggiungere. Come dicevo non è stata una bella gara, ma a conti fatti ciò che contava oggi erano i tre punti per continuare a sperare nella zona Champions.

Alessandro

Postato da: alebnn a 22/03/2009 21:21 | link | commenti |
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mercoledì, 18 marzo 2009

La fine di A.N.

So bene che queste sono cose di casa altrui... non dovrebbero essere nemmeno prese più di tanto in considerazione, non è che ci interessino un gran che, ma un breve pensiero lo meritano. Alleanza Nazionale sta per essere fagocitata da Forza Italia. Il prossimo 27 marzo il cosiddetto "PDL" farà definitivamente scomparire il partito creato da Fini sulle ceneri dell'MSI, a sua volta erede del tristemente famoso Partito Nazionale Fascita.
Questa mossa, a differenza di quanto avvenuto per il Partito democratico dove di fatto non esiste un leader carismatico, avverrà in quanto Berlusconi ha deciso di "comprarsi" letteralmente An.
La cosa positiva, guardandola dal nostro punto di vista è che gli elettori di Alleanza Nazionale verranno privati definitivamente del loro simbolo, e a quanto pare ci sono e ci saranno alcuni scontenti. Vuoi da una parte gli uomini di destra che malvolentieri confluiranno nel Partito popolare europeo, vuoi i berluscones che da mesi non fanno altro che criticare Fini perché in qualità di presidente della camera cerca di comportarsi in maniera imparziale e a loro tutto ciò non sta bene.
Di certo è improbabile che al Partito democratico la fine di A.N. porti alcun tipo di  contributo elettorale. Forse non subito, ma con il passare del tempo forse l'astensionismo dei postfascisti oggi elettori di A.N. potrebbe essere un'arma determinante. Staremo a vedere.
Per il momento limitiamoci a dare l'estremo saluto ad un partito che pur con tutti i difetti, con tutte le sue immancabili contraddizioni e la sua spesso mal celata intolleranza verso gli stranieri ha di fatto contribuito alla nascita del bipolarismo in Italia.
Fra poco cari "camerati" non esisterete più... diventerete uomini agli ordini del Cavaliere, fedeli sostenitori dell'impunità per i furbi, membri del partito azienda di Mediaset, procacciatori di voti di Dell'Utri, Previti e prescritti vari.
Se a voi sta bene tutto ciò, fate pure ma non dite che non vi avevamo avvisato.

Addio A.N.    (senza rimpianti).

Alessandro

Postato da: alebnn a 18/03/2009 21:42 | link | commenti (1) |
politica, , destra, berlusconi, alleanza nazionale, fini, fascisti, msi , an , annessioni

lunedì, 16 marzo 2009

 

Inter – Fiorentina 2-0


Il risultato era scontato, nulla di più prevedibile che una vittoria dei campioni d'Italia contro una Fiorentina ultimamente in crisi di gioco e di risultati. Eppure anche senza voler essere a tutti i costi di parte, se andiamo ad analizzare la partita non si può negare che il risultato è stato fortemente condizionato da episodi. Siamo al 10° del primo tempo; da un'azione di contropiede dei viola, Gilardino si porta sul fondo, passa a Mutu che a pochi metri dalla porta calcia rasoterra e si fa respingere la palla da Julio Cesar. Dopo un minuto azione di mischia dell'Inter. Ibrahimovic con uno dei suoi classici colpi da karaté alza il piede all'altezza della testa degli avversari, Frey respinge debolmente, il pallone carambola proprio sull'attaccante nerazzurro che sigla di testa il gol del vantaggio. L'arbitro ovviamente si guarda bene da fischiare l'evidentissimo gioco pericoloso per interrompere l'azione irregolare o men che mai annullare il gol. D'altra parte non possiamo nemmeno pretendere tanto visto che siamo a Milano contro l'Inter, mica a Reggio Calabria o a Verona contro il Chievo... A quel punto mancano ancora molti minuti per poter pareggiare le sorti della gara, come al solito falsata. I viola sono apparsi abbastanza ordinati ma talvolta anche un po' leziosi e soprattutto poco concreti sotto porta. Merito anche dell'estremo difensore interista che grazie a ottime parate impedisce alla Fiorentina di siglare il pari. Siamo nel secondo tempo. Altro episodio da non dimenticare. Il giovane difensore nerazzurro Santon con un colpo di kung-fu stende Comotto procurandogli una ferita all'addome con i tacchetti. Sarebbe espulsione, ma anche in questo caso vale la legge non scritta che le squadre a strisce del nord non possono mica essere trattate come dei pezzenti... E quindi il baby prodigio se la cava con un misero cartellino giallo. A tempo ormai quasi scaduto a fare le spese per l'irruzione in campo è invece il suo “simpatico” allenatore Mourinho che viene espulso dalla panchina, ma lui prima finge di uscire, poi si rigira e rimane ugualmente in campo nascosto dietro un cartellone. A quel punto la Fiorentina appare rassegnata e l'Inter segna il secondo gol grazie al solito Ibrahimovic con una punizione dalla lunghissima distanza. Finisce così. Una partita sul cui risultato nessuno aveva dubbi e che oggettivamente allontana temporaneamente i viola dalla tanto ambita Champions League.


Alessandro

Postato da: alebnn a 16/03/2009 21:08 | link | commenti |
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martedì, 10 marzo 2009

PRANDELLI: SODDISFATTO DAL CONFRONTO CON I GIOCATORI
10.03.2009 17.38 di Gianluca Losco  articolo letto 24 volte

Dopo il brutto ko interno contro il Palermo, la Fiorentina è tornata al lavoro. Poche ore fa c'è stato il faccia a faccia fra Prandelli e giocatori, seguito da una seduta di allenamento. Sentiamo come è l'umore in casa viola attraverso le parole del mister, Cesare Prandelli, rilasciate in sala stampa.

Inizia il mister: "La cosa positiva è che ci siamo ritrovati. C'è lo stato d'animo di una squadra ferita, ma c'è una reazione nervosa e di voglia di scendere in campo. Siamo stati tutti chiari in questo faccia a faccia e sono contento, quindi vorrei rimarcare l'aspetto positivo. C'è molto di buono".

Sulle parole di Della Valle di ieri: "Abbiamo parlato anche di questo, siamo accorti nel leggere i messaggi del patron. Dobbiamo scendere in campo e dimostrare di avere cuore; certe partite nascono in un certo modo e questo è stato un anno molto particolare. Ora vogliamo mantenere questa posizione e prendiamo le parole del patron in modo positivo".

Ci sono aspetti meno positivi? "Non direi, quando c'è un confronto c'è chiarezza. L'importante è togliersi tutti gli alibi possibili; tocca a me portare la squadra al top per le partite. Abbiamo tutti lo stesso tipo di obiettivo".

Era un problema di testa? "Probabilmente sì, abbiamo avuto molte paure dopo il gol preso. La paura va affrontata e l'abbiamo affrontata nel modo giusto. C'è sempre un lavoro psicologico, alcuni giocatori hanno personalità, altri hanno alti e bassi e quindi è un lavoro molto importante".

Ci sono elementi di continuità rispetto allo scorso faccia a faccia dopo la partita con la Lazio? "Quando ci sono dei problemi vanno affrontati con sincerità, anche perchè da alcune settimane lo stavamo rimandando".

Della Valle sembrava dare più colpe ai giocatori..."Loro da grandi vorrebbero crescere per cercare di sbagliare il meno possibile. Dobbiamo avere la capacità di analizzare i momenti, perchè ci sta che un giocatore sbagli alcune partite; l'errore da superare è quello di non aver paura".

 

tratto da: http://www.firenzeviola.it/index.php?action=read&idnotizia=40290

Postato da: alebnn a 10/03/2009 17:49 | link | commenti (2) |
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domenica, 08 marzo 2009

Fiorentina - Palermo 0-2

E' andata male. Questa non ci voleva; soprattutto dopo dieci giorni di inutili polemiche, di critiche più o meno gratuite, di sfoghi e precisazioni, questa sconfitta, venuta in modo netto e meritato è quanto di meno utile potesse capitare alla Fiorentina. Le premesse per far bene in realtà c'erano tutte. Un pubblico quasi interamente schierato con l'allenatore, una bella giornata di sole, un avvio brillante con un palo di Jorgensen, poi dopo venti minuti il calo. Il Palermo che veniva da una pessima figura fatta in casa con il Catania e da un ritiro "punitivo" a Coverciano, ben presto ha cominciato a prendere le contromisure e ad attaccare con convinzione, la Fiorentina si è limitata a ripartire. Finisce il primo tempo sullo zero a zero. Nulla da eccepire. La gara è equilibrata e il pari è più che giusto. Nella ripresa capita ciò che non ti aspetti. Da un macroscopico errore di Gamberini nasce il gol che porta in vantaggio i rosanero. Ti aspetti la reazione che invece non arriva e così, ecco l'ex Miccoli che segna il raddoppio con un rasoterra dal limite dell'area. E' buio pesto. La squadra viola pare un pugile all'angolo. L'ingresso di Bonazzoli e quello di Semioli non danno nessun tipo di slancio. L'impegno non manca ma le gambe non girano, la testa dei viola è in tilt. Le conclusioni sono sprecise e i siciliani non rischiano nulla. Finisce trai fischi. Giusti per ciò che non è stato fatto. Giusti perché oggi era un giorno che poteva, anzi doveva avere un epilogo diverso. Mancano undici giornate alla fine del campionato. Siamo ancora quarti, ma la Roma e il Genoa sono ad un punto. Da ora in poi vietato sbagliare; concentrazione, calma e possibilmente evitiamo di farci del male da soli.

Alessandro

Postato da: alebnn a 08/03/2009 21:08 | link | commenti |
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lunedì, 02 marzo 2009

Reggina - Fiorentina 1-1

E' una Fiorentina grigia, stanca e anche un po' fortunata quella che riesce a strappare un punto contro l'ultima in classifica appena tre giorni dopo l'eliminazione dalla Uefa e conseguenti polemiche. In particolare, se facciamo un breve passo indietro a sabato, ciò che ha fatto sobbalzare molti tifosi viola sono state le dichiarazioni di Prandelli che ha letteralmente detto che lui non ci stà all'autodistruzione in corso a Firenze.  La spiegazione di queste frasi è secondo me questa: la squadra è in un periodo di appannamento di gioco, tra infortuni e impegni vari si sono manifestate diverse difficoltà che talvolta sono state mascherate da risultati raggiunti in extremis. Molti tifosi, capeggiati da pseudo giornalisti come Manuela Righini e Massimo Sandrelli hanno iniziato a fare il tiro al bersaglio sul tecnico viola, rimarcando costantemente ogni suo possibile errore. A quel punto Prandelli, anche se facendo trasparire un carattere un tantino permaloso, è uscito allo scoperto e ha giustamente rivendicato ciò che di positivo era stato fatto finora. La questione sarebbe molto lunga da dibattere. La cosa certa è che se andrà via Prandelli, con lui andranno via molti giocatori, e a quel punto le critiche e le polemiche si faranno sul reale e non sulle isterie collettive come ora. Ritornando alla partita con la Reggina, la squadra di casa si è ritrovata in vantaggio al 21° del primo tempo con una splendida rete dalla distanza siglata da Sestu. A quel punto i viola hanno subito reagito e dopo cinque minuti sono riusciti a pareggiare con Bonazzoli, sostituto di Gilardino squalificato. Da quel momento in poi la partita è proseguita in maniera equilibrata, senza grandissime emozioni salvo un autentico miracolo di Frey, e un tiro di Bonazzoli respinto dal portiere della Reggina. Finisce 1-1  una partita che sulla carta era abbordabile ma che in pratica si è rivelata assai più difficile del previsto. Va bene così. Un punto che ci mantiene al quarto posto e ci fa avvicinare al terzo dove si trova un Milan in crisi, appena eliminato dalla Uefa e ieri sconfitto dalla Samp.

Alessandro

Postato da: alebnn a 02/03/2009 18:27 | link | commenti |
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venerdì, 27 febbraio 2009

Ajax - Fiorentina 1-1 (fuori dalla coppa uefa)

Poche parole per descrivere una partita giocata con orgoglio, impegno, voglia di vincere. La Fiorentina per oltre 70 minuti ha dominato la gara. Ha segnato una splendida rete con Gilardino ma alla fine, a seguito dell'ingresso in campo di due giocatori fermi da mesi (Jorgensen e Almiron) è apparsa in forte difficoltà. Era come se giocasse in 9 uomini. L'Ajax all'88 ne ha approfittato riuscendo a conquistare una immeritata qualificazione. Dispiace dirlo, ma Prandelli a mettere quei due giocatori in una partita così delicata ha sbagliato... La mia è una critica costruttiva. Il valore del tecnico non si discute. E' uno dei migliori allenatori... ma anche i migliori ogni tanto sbagliano.

Alessandro

Postato da: alebnn a 27/02/2009 22:31 | link | commenti |
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mercoledì, 25 febbraio 2009

 

Pd. Monaco: ok Ciampi presidente, garantirebbe democrazia interna
DIRE - 25 Febbraio 2009

(DIRE) Roma, 25 feb. - "Ci piace l'idea, attribuita a Franceschini, di proporre a Ciampi la presidenza dell'Assemblea del Pd". Lo dice Franco Monaco, ex deputato ulivista, che aggiunge: "Gli ulivisti ne sarebbero molto contenti non solo a motivo della indiscussa autorevolezza di Ciampi, ma anche perche' sono certi che, con la sua presidenza, le ferite inferte alla legalita' interna del partito non si ripeterebbero".
Poi, Monaco aggiunge: "Ciampi di sicuro si impegnerebbe a sanare le gravi irregolarita' del passato gia' riconosciute dalla commissione nazionale di Garanzia. A cominciare dall'irregolare elezione della Direzione nazionale Pd, che toccherebbe a Ciampi di presiedere".

tratto da:http://www.ulivisti.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&sid=19&doc=17052

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domenica, 22 febbraio 2009

 Fiorentina – Chievo 2-1


Non è stata una bella partita, ammettiamolo subito. La vittoria anche oggi è arrivata grazie ad una rete di Mutu nei minuti di recupero e quindi ad essere onesti c'è poco da festeggiare. La Fiorentina sta vivendo un periodo di appannamento e anche oggi a larghi tratti è stata confusa e nervosa. Dall'altra parte c'era un avversario abbordabile che non si sa come si è ritrovato in vantaggio nei primi minuti della partita a seguito di una dormita generale su un loro calcio d'angolo. Il tempo per ribaltare il risultato c'era, ma i minuti passavano e i viola non riuscivano a concludere in modo efficace. Nel secondo tempo le cose non cambiano un gran che. Fuori Vargas e Jovetic, dentro Pasqual e Semioli. Il pubblico rumoreggia, il Chievo nelle rare azioni in contropiede si rende pericoloso ma non raddoppia. Arriva così la rete di Gilardino di testa che complice una deviazione di un difensore veronese spiazza il portiere e sigla il pari. Nel frattempo a pochi minuti dal termine viene espulso il gialloblù Italiano per somma di ammonizioni. Nonostante l'ingresso in campo di Bonazzoli l'attacco gigliato è generoso ma confuso. Quando ormai il pari era cosa quasi data per certa, siamo al quarto minuto oltre il tempo regolamentare, accade l'episodio determinante della gara. Azione di contropiede viola, un uomo del Chievo rimane a terra, probabilmente per spezzare il gioco e perdere tempo (ma l'arbitro non fischia), Mutu raccoglie un appoggio al limite dell'area e sigla il secondo gol che porta così i viola alla vittoria. Tre punti pesanti, non c'è che dire. Però non possiamo sempre sperare di riuscire a vincere a tempo scaduto... Per oggi va più che bene così. La sconfitta sarebbe stata immeritata, ma visto l'avversario anche un pari in casa (risultato più giusto) era come perdere. Per questa ragione, al di là di tutto, dobbiamo ritenerci soddisfatti per aver conservato il quarto posto in classifica ma sperare che da ora in poi cambi qualcosa... Chissà magari già da giovedì prossimo dove i viola saranno chiamati a compiere un autentico miracolo in Olanda per ribaltare lo 0-1 subito in casa con l'Ajax.

Alessandro

Postato da: alebnn a 22/02/2009 17:40 | link | commenti (2) |
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venerdì, 20 febbraio 2009

L'altra generazione Pd all'Unità:

«Non si torna indietro, serve una svolta: primarie subito»

di Francesco Costa

«Io, francamente, tutti questi giovani non li vedo. Per questo, mio malgrado, devo continuare a svolgere la mia funzione». Con queste parole un autorevole dirigente della sinistra rispose qualche tempo fa alla domanda di rito sul rinnovamento e il ricambio della classe dirigente. Difficile dargli torto, specie perché raramente i giornali e le televisioni si occupano di raccontare le storie dei tanti trentenni e quarantenni che fanno politica sul territorio e che rappresentano la classe dirigente del futuro. Stamattina l'Unità l'ha fatto. Abbiamo provato a mettere in una stanza un gruppo di belle speranze del partito, una fetta di quella generazione che è attesa da un'assunzione di responsabilità ormai non più rimandabile. Attorno al tavolo, pungolati dalle domande del direttore, hanno dibattuto sulle sorti del Pd e del paese Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd in Lombardia; Marta Meo, membro dell'esecutivo del Pd veneto e responsabile questione settentrionale; Giuseppe Provenzano, ventenne, membro dell'esecutivo del Pd siciliano e responsabile questione meridionale; Diego “Zoro” Bianchi, blogger di particolare successo nonché regista e protagonista delle clip "Tolleranza Zoro", nel programma di Raitre “Parla con me”; Ivan Scalfarotto, già candidato alle primarie del 2005 e oggi membro della costituente nazionale del Pd; Tania Groppi, costituzionalista; Marco Simoni, docente universitario alla London School of Economics; Roberto Gualtieri, docente universitario e vicedirettore dell'Istituto Gramsci. Al tavolo anche quattro parlamentari del Pd: Francesco Boccia, Federica Mogherini, Sandro Gozi e Anna Paola Concia.

Cos'è successo
La prima domanda è d'obbligo: dove è inciampato il progetto del Pd? Ci sono state probabilmente difficoltà nell'elaborazione di una linea politica coerente e appropriata a interpretare le sfide di questo periodo storico. «Il Pd è nato su una riflessione – ha detto Giuseppe Provenzano – che forse è sbagliata: l'esistenza del cittadino-elettore attivo. Le persone sono innanzitutto portatrici di interessi materiali, prima ancora che di valori: interessi a cui dare risposta». Gualtieri ha un'idea simile: «L'impianto del Lingotto aveva tre limiti: un'impostazione economica eccessivamente mercatista, un'idea politologica che guardava implicitamente al presidenzialismo, una gestione leaderistica della democrazia interna che ha prodotto la paralisi burocratica». Altri invece lamentano non tanto un impianto deficitario quanto la mancata realizzazione delle promesse del Lingotto. Secondo Civati, l'azione del Pd in questi mesi è stata «come le punizioni di Del Piero: prima che parta sai già dove andrà a finire. Noi ci siamo raccontati più volte come dovrebbe essere questo partito, ma poi è sempre mancata la realizzazione di quelle cose». Scalfarotto punta l'indice sulle responsabilità di una classe dirigente «responsabile di un fallimento enorme. Il centrosinistra si identifica da vent'anni esclusivamente come la controparte di Berlusconi». Ecco che anche loro si dividono, uno pensa; ecco la solita sinistra che si divide su tutto e che non decide mai. Invece, in maniera anche abbastanza imprevedibile, nessuno al tavolo ha voglia di litigare. Secondo Marco Simoni, infatti, il problema del partito non viene dalla presenza di idee diverse. «Ci troviamo paradossalmente in un partito che in presenza di più linee politiche ha preferito la ricerca di un unanimismo suicida, piuttosto che di un dibattito franco». Rilancia Sandro Gozi: «Le primarie dovevano essere il momento del dibattito e del confronto tra più linee. Di fatto sono state una competizione taroccata, e il giorno dopo le forze che sostenevano Veltroni hanno cominciato a dividersi e litigare». «Prendete Renzi», dice Diego Bianchi: «io ho poche cose in comune con lui, ma dal punto di vista del metodo c'è solo da fargli un applauso. E' un bravo amministratore, uno che ha un curriculum, che invece di aspettare il suo turno ha deciso di sparigliare il tavolo». Civati: «Dopo le dimissioni, in un quarto d'ora si è formato il solito unanimismo. Fare l'assemblea nazionale subito senza convocare prima la direzione è sbagliato: è stato fatto di tutto per evitare che venisse fuori una discussione vera. Ho sentito persino qualcuno dire che dobbiamo discuterne noi, perché gli elettori sono impreparati». Il problema non sono tanto le divisioni, quindi, quanto l'aver avuto come primo obiettivo la necessità di non risolverle, di non trovare un terreno comune. Ne è venuto fuori, dice Boccia, «un partito diverso da quello di cui l'Italia aveva bisogno». Vale a dire? Un partito «autonomo dalle chiese, autonomo dai sindacati, concentrato sulla centralità della persona, capace di regolare i mercati, piuttosto che subirli». Più chiaro di così.

Dove andremo
Il dibattito arriva così all'assemblea costituente convocata e alle decisioni che dovrà prendere. Eleggere Franceschini perché traghetti il partito al congresso o eleggere il nuovo segretario attraverso le primarie, magari a metà aprile? Federica Mogherini teme «una discussione impostata sul metodo e sulla procedura, piuttosto che sulla sostanza». Al tavolo sono tutti concordi: serve un confronto serio. Il congresso però è impossibile: «Il tesseramento è stato portato avanti a macchia di leopardo, gli iscritti di fatto non ci sono». «Il momento di confronto oggi può essere rappresentato solo dalle primarie», dice Simoni. Qualcuno dice che non c'è abbastanza tempo per organizzare le primarie. «Tutti alibi», dice Gualtieri, «l'assemblea è sovrana: non esistono vincoli temporali o logistici». Ma fare le primarie durante la campagna elettorale non rischia di nuocere al partito?, si chiede qualcuno. Risponde Simoni: «Tutt'altro, anzi: le primarie possono fare uscire il partito dalle polemiche in cui si è avvitato e dare vitalità dal dibattito. Ci permetterebbero di entrare nel merito delle questioni, dando tra l'altro visibilità e pubblicità gratuita ai candidati e al partito». «Torneremmo a interpretare la base esclusa dal dibattito di questi mesi», dice Diego Bianchi. «Le primarie oggi mi sembrano l'unica soluzione per coinvolgere la gente». Anche perché, ammonisce Simoni, «andare alle europee con un leader pro tempore è un suicidio politico senza precedenti: dopo ci troveremmo davanti un partito liquefatto».

Non torniamo indietro
Concordano tutti: il Pd non può liquefarsi. Nessuno vuole sentir parlare di scissione: il paese ha bisogno di un'opposizione che faccia il suo mestiere. Tania Grossi, costituzionalista: «Il fallimento del progetto del Pd sarebbe un pericolo per la democrazia, perché crea un vuoto nell'opposizione. La nostra democrazia è una democrazia dei partiti e i partiti rimangono un architrave indispensabile per il funzionamento della democrazia». Quali le sfide del partito, quindi? «Ripartire dal lavoro e non dal consumo», dice Gualtieri. Civati: «Decisione e cittadinanza». Meo: «Crisi economica ed Europa». Boccia: «Centralità della persona e diritti». Concia: «Diritti sociali e diritti civili». Mogherini: «Ripartire dalla società, non rinunciare al ruolo di guida della politica». Impressiona la sintonia nell'analisi, nonché la capacità di non dividersi sugli slogan, di toccare il merito delle questioni, di parlare un linguaggio asciutto. In una parola: contemporaneo.

Che fare
La discussione prosegue e a un certo punto - in modo del tutto spontaneo - i dodici al tavolo smettono di parlare con la redazione e iniziano a discutere tra loro. «La nostra generazione ha una grandissima responsabilità», dice Paola Concia: «serve forza e coraggio di stare in prima fila senza reti e senza tutori». Scalfarotto è ancora più perentorio: «con questa classe dirigente abbiamo chiuso e se alla veneranda età di quarant'anni non siamo pronti a prenderci le responsabilità, abbiamo chiuso anche noi. Se il partito ci propone una soluzione che conferma in blocco la vecchia classe dirigente, noi dobbiamo avere il coraggio di sfidarla, proponendo la nostra visione della società». Le divisioni programmatiche non possono risolversi sul terreno del compromesso continuo, bensì in una competizione chiara, che coinvolga gli elettori e rilanci il partito. Federica Mogherini e Francesco Boccia raccontano di un documento -
«Non torniamo indietro» - scritto subito dopo le dimissioni di Veltroni e già sottoscritto in rete da oltre un migliaio di costituenti del partito e semplici elettori. Domani, durante la riunione dell'assemblea costituente, quel documento potrebbe diventare qualcosa di più.

20 febbraio 2009

Postato da: alebnn a 20/02/2009 21:46 | link | commenti (1) |
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